Perche' "Think-Oink"

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Una volta un norcino, dalla lingua affilata come il suo coltello e i capelli colore di nebbia novembrina, mi ha detto: “alla fine credo che il maiale sia come la vita: anche se ti sembra grigio e infangato, spazzolalo e torna rosa. Se poi ci stai attento e hai voglia, non ne butti via niente”.

Ecco perché think-oink. Oink evoca il maiale e il pink, il rosa.

In diverse culture è bestia immonda, per noi è un mondo di sapori, profumi, gusti e convivialità. Razzola nelo sporco ma opportunamente trattato diventa un campionario di delizie. Come diceva De Andrè, dai diamanti non nasce niente –niente perle ai porci-  dal letame nascono i fior –e dal suo grufolare nascono fior di prodotti.

Avremmo potuto fare pensare-porco.com, ma finiremmo nelle ricerche per siti a luce rossa. Qui il rosso è dato dal vino che accompagna mangiate e dialoghi.

Poi pensare-porco avrebbe richiamato anche pensare-poco, che già è un limite irraggiungibile per molti, per i quali è meglio non pensare del tutto. Basta importare qualche idea, non più lunga di un sms e in versione light per evitare sovraffaticamento cerebrale.

Qui si parla liberamente invece, la nobile arte del cazzeggio diventa norcineria, ci sono tante forme e tanti sapori possibili, non si butta via nulla nemmeno nelle chiacchiere. Pensare è faticoso ma è un male sopportabile, anche se crea indipendenza dalla maggioranza.

Un sito è fatto da chi vi partecipa, chi ama cibo, vino, chiacchiere, chi ama la vita quindi, è il benvenuto. Chi invece cerca le idee e i sentimenti su google, ecco rimanga lì.

Nessuna pretesa, nessun obiettivo, niente quote di mercato o audience, si sta qui solo per il piacere di esserci e di condividere quello che si fa e si pensa.

Stendhal –persona beffarda- ha messo come introduzione a Il Rosso e il Nero questa frase, attribuendola a Hobbes anche se non la ha mai scritta: “put thousands together less bad. But the cage less gay”.

Radunate pure qualche migliaio di persone meno malvage. Ma la gabbia sarà meno allegra.

Ecco, qui saremo pochi, ma non buoni. E senza gabbia.

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