S-low profit

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Capita che gli eventi ci travolgano come un fiume in piena. Questo è il momento di sedersi sulla riva e osservare e analizzare la situazione, senza cercare di annaspare dentro. L’economia e la finanza hanno preso oggi sopravvento sul resto, la spinta al consumo ha consumato pure ideali, principi, valori etici e morali. Cii sono rimasti PC, TV, telefoni ma i contenuti, le idee, le cose davvero importanti da dire sono finite nei gorghi.

Il mondo legato al profitto si è inaridito ai lati del fiume. Economia e finanza, da strumenti al servizio dell’uomo, hanno capovolto la situazione. Siamo schiavi della finanza e dell’economia e dell’oligarchia che la governa. Pensare al termine Grexit, neologismo creato con crudeltà indifferente, è agghiacciante. Buttiamo a mare la Grecia per pensare di salvare..... che cosa? Intanto allontaniamo la patria del pensiero occidentale e i suoi 8 milioni di persone, come un immenso barcone di clandestini in avaria nel Mediterraneo. Che si arrangino. Pazzesco. E’ lo smarrimento, la resa totale del pensiero etico che guarda all’uomo come soggetto, come base dell’agire e del pensare.

Bisogna cambiare. E i cambiamenti avvengono solo dal basso. In alto manco ci pensano, si muovono gattopardescamente e stanno fermi. Bisogna tornare a osservare. A pensare. Cambiamo i concetti economici che ci avviluppano come un sudario mentre ce li propongono come l’ultimo velo di Sheherazade, promessa di godimento e di felicità.

A me è venuto in mente il termine S-low profit. 

Profitto lento e basso. Per guardare ad obiettivi di crescita lenti e sostenibili, che portino lontano, accontentarsi del giusto coi tempi dovuti, rispettando gli altri. Basta pensare al tutto e subito, prigionieri di indici che sono la misura dell’efficienza a stritolare i poveri cristi per fare felici gli analisti e chi li paga.  L’uomo dev’essere alla base del profitto, che non deve essere misurato solo in termini monetari. Basta col mito della crescita del P.I.L. come totem da venerare. Basta trasformare tutto in indici, numeri e pagelle. Basta opprimere con la burocrazia, la disinformazione, le minchiate quotidiane ciascuno di noi, affinché smetta di pensare e di gaurdare lontano, acuendo il processo di individualizzazione, l’homo homini lupus, mors tua vita mea.

S-low profit è solo un abbozzo, qualcosa che sta maturando piano, leggendo e ascoltando le persone e credo sia bene inserito nella logica di think-oink. Qui siamo semplicemente persone che guardano alla vita per ciò che è,  cercando di goderla tutta, nel bene e nel male, così come del maiale non si butta nulla.  Parliamo di tutto e di nulla ricordandoci che il dialogo è partecipazione ai pensieri altrui. Chi vuole contribuire, con i suoi pensieri, è bene accetto. Non ci gaudagnerà sicuramente nulla, forse un sorriso o una sghignazzata. Oink-style, mica po(r)co.

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