sardegna fine anni '70

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

la prima volta che sono stato in sardegna di mia sponte e non deportato dai genitori sarà stata la fine degli anni 70.
reduci da un campeggio (servaticissimo) a lampedusa, cala galera, stroncato sul nascere da inquietudini chimiche decidiamo di andare sulla costa nord.
senza soldi, come al solito.
senza mezzi.
senza un cazzo.
partiamo in due tranche.
nella prima, assieme a me, c'è uno che sta a rota.
chiamiamolo A.
e un'altro che se la cava e suona la chitarra.
chiamiamolo S.
con treno, ferry, autostop, corriera ci incolliamo una tenda a casetta e le pentole.
dopo pochi giorni sarebbero arrivati quelli della seconda tranche.
chiamiamoli F e T.
che si fermavano a roma un paio di giorni per reperire la droga (coi soldi messi da tutti).
inoltre dovevano portare il fornello da campeggio.

ebbene questi della seconda tranche durante il viaggio si fanno tutta la robba e poi di conseguenza si dimenticano il fornello sulla nave.
e noi rimaniamo con le pentole e senza fornello.
fa niente.
panini ed insalate di tonno.
c'avevamo 25 anni, che cazzo ci fregava del cibo!
una sera, seduti al bar del campeggio, rigorosamente senza consumare, ci pare a tutti che una crucca seduta da sola ci stia guardando e sorridendo.
breve consulto di sguardi e si decide che per curare la rota di A bisogna regalargliela.
così tocca a me.
parlante ingrese.
a me che odio parlare.
che odio parlare con sconosciuti.
che odio picchettare le ragazze.
che odio andare in spiaggia la sera per fare il fuoco, cantare le canzoni con una chitarra e poi fare il bagno.
imperterrito mi alzo, vado dalla crucca e le dico che noi stavamo per scendere in spiaggia, per fare il fuoco, suonare la chitarra, cantare canzoni e fare il bagno di notte.
questa si alza e viene con noi.
durante la discesa a mare faccio il minimo di approccio avvicinandomi sempre più ad A.
che inizia a conversare con la crucca.
appena la conversazione fra loro due è avviata io giro i tacchi e, prima ancora di arrivare in spiaggia, torno al bar.
gancio fatto.
a una certa stiamo tutti in tenda meno A che evidentemente ha cuccato.
poi si sente aprire la lampo, A si affaccia e prende il proprio materassino.
e lo appoggia al di la del sottile telo che separa la parte giorno dalla parte notte.
noi tutti preoccupati.
parte la domanda "A, ma che voi fa'?"
"che vojo fa? me la vojo scopa'!"
" e te la voi scopa' qui? che noi praticamente vediamo e sentiamo tutto?"
"e certo do' me la devo scopa'?"
partono una serie di vaffanculi sparsi, poi si tratta.
noi ci alziamo e andiamo al bar per venti minuti.
"che tanto te bastano e avanzano!"
e così fu.
poi la sera dopo se la scopò pure F, se non sbaglio.
la crucca venne a roma con noi.
molto contenta.
che gioventù!
che se ne è andata.
anche F.
anche S.
A è vivo, ma insomma.
arrivato completo.
la cartina tornasole è che io sono quello che sta meglio di tutti con la testa.

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!