baracche - preti - prostituzione

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a roma ci sono state le baracche con gente (italiani) che ci vivevano dentro fino alle prima giunte di sinistra.
che hanno provveduto a costruire case popolari e demolire le baracche.
ai democristi ovviamente fregava un cazzo.
del resto interi enormi quartieri sono stati costruiti dalla società generale immobiliare di proprietà del vaticano.
posti dove ora si dice che non bisogna imbrattare i muri con scritte e disegni.
quartieri senza servizi, senza punti di aggregazione, senza un cinema, manco voglio pensare ad un teatro.
ma manco i garage, i posti auto.
niente.
ci penserà la provvidenza.
comunque nelle baracche (raccontate anche da pasolini) che stavano all'inizio di via pietralata, angolo nomentana per intenderci, ci stavano certe signore che esercitavano.
professioniste.
pure abbastanza vecchie.
erano sul tipo classico, vecchio stile.
quelle che la vulgata vuole che facciano la maglia dietro la schiena del cliente mentre tromba.
oppure che intanto mangiano i semi di zucca.
sputando la buccia.
o che ti chiedono "hai finito?".
spesso c'avevano anche un orticello sul retro.
così fra un cliente e l'altro zappettavano, tenevano qualche animale da cortile, capavano i facioli, pulivano le puntarelle.
e un giorno a una è scappata una capretta.
un amico passava in moto lì e vede questa signora in vestaglia e ciavatte che arranca dietro alla capra su via di pietralata.
mette la moto sul cavalletto, fa uno scatto e agguanta la capra.
la riporta alla signora nell'orticello.
richiudono il cancelletto e la capra è di nuovo al proprio posto.
e la signora "grazie rega', adesso c'ho da fa' ma si passi stasera te faccio un pompino".

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